CONTENZIONE ORTODONTICA

LA CONTENZIONE  ORTODONTICA

 

Nelle aspettative del paziente , il risultato della cura ortodontica è destinato a durare nel tempo.

Affinché tale aspettativa si realizzi, occorre tanta prudenza e concause favorevoli

L’essere umano è materia in movimento :

il deglutire, masticare, camminare e respirare, fa sì che i denti continueranno a spostarsi e per questo non possono stare fermi e allineati tutta la vita.

Il “tutto si trasforma” di Antoine-Laurent de Lavoisier , vale anche per i denti che sono soggetti a continue sollecitazioni biomeccaniche e ad usura, proprio per l’adempimento della loro funzione masticatoria.

In linea di massima possiamo affermare che:

1 ) Migliore è l’occlusione a fine trattamento più stabile sarà il risultato.

2 ) Se la malocclusione è stata provocata da un abitudine viziata o più in generale da un’alterazione miofunzionale, il risultato sarà stabile soltanto se è venuta meno la causa.

3) Qualunque sia la contenzione attuata, nessuno può garantire al paziente che il risultato ottenuto sarà stabile al 100% durante tutta la vita.

4 ) Quando si è dovuto compensare a livello dentale uno squilibrio scheletrico sagittale ( II o III Classe) o trasversale ( laterognazia o asimmetria mandibolare) la recidiva è spesso in agguato.

5 ) Quasi tutti i ricercatori sono concordi nel ritenere che non ci sia alcuna correlazione fra l’affollamento che gli incisivi inferiori possono assumere dopo la cura ortodontica e le caratteristiche scheletriche e dentali del soggetto in trattamento.

Non si può parlare nella fattispecie neppur di recidiva, perché spesso non si tratta della ricomparsa di sintomi o irregolarità preesistenti.

L’affollamento in età postpuberale può interessare soggetti che non lo avevano né prima della cura , né alla fine della stessa.

Bisogna tener conto che quella è l’età in cui più che in ogni altra si evidenzia la cosiddetta crescita differenziata della mandibola : è il momento cioè in cui la mandibola continua a crescere mentre le altre strutture che influenzano i rapporti interarcata sono stabili.

E’ facile comprendere come questa crescita in più modifichi il rapporto spaziale degli incisivi delle due arcate e provochi una certa verticalizzazione di quelli inferiori specialmente in antero rotazione.

6) L’unico modo per mantenere con sicurezza l’allineamento ottenuto nella fase attiva della cura è la contenzione a tempo indeterminato.

Contenzioni linguali o palatali

Le contenzioni linguali bondate da canino a canino inferiore vengono prescritte da vari autori a fine trattamento ortodontico.

Nei casi di estrazioni dei primi premolari, ci si estende normalmente nella fossa mesiale dei secondi premolari.

Viene usato un filo intrecciato che viene costruito e bondato direttamente alla poltrona.

Ma se accidentalmente dovesse staccarsi ( cosa non rara) su uno dei lembi terminali o peggio staccarsi del tutto , il rischio di essere ingoiata è elevato, tanto più se il paziente è un bambino.

Per questo l’alternativa di un retainers fibra di vetro composite  costruito su un modello in laboratorio risulta molto conveniente e più affidabile sia dal punto di vista clinico ( assenza di parti metalliche che possono essere ingerite) e sia dal punto di vista meccanico dove l’adesione del retainers sullo smalto risulta ottimale e senza tensioni tra metallo e composito.

Seguendo un protocollo di mordenzatura e adesione sullo smalto, i distacchi sono rari.

Per l’arcata superiore non viene usata così frequentemente, soprattutto per il rischio di distacco dovuto al contatto occlusale o ai contatti durante la masticazione.

 

Contenzione termoformata sottovuoto.

Per la maggior parte dei pazienti che necessitano contenzione rimovibile, le mascherine termoformate presentano molti vantaggi rispetto a una placca in resina con arco e ganci in filo di acciaio ( Schwarz o placca di Hawley)

Sono rapide ed economiche da costruire, non richiedono regolazione e ,se ben fatte, sono facili, comode ed estetiche da portare.

Qualcuno ritiene che, a causa della loro accuratezza, potrebbero rallentare il processo di assestamento.

Tuttavia, molti ortodontisti sostengono che non è un problema così grande come ci si potrebbe aspettare.

Al paziente si prescrive di portare l’apparecchio di contenzione full-time durante il primo anno di trattamento e di solito, di portarlo solo di notte durante il secondo e/o il terzo anno di terapia di contenzione.

Bibliografia:

  • Domenico Arnone –Ortodonzia pratica- Ed. Martina 1997-
  • McLaughlin – Bemmett- Trevisi- Meccaniche ortodontiche: Un approccio sistematico – Ed. Mosby Italia 2001

 

( Placca di Schwarz di contenzione )

 

 

( Placca di contenzione con arco di Boston e alette resina)
Placca con alette in resina e sostituzione del 21

 

Retainer windows

 

 

 

 

 

 

Retainer Cosmetic Masks

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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